martes, 24 de octubre de 2017

Martes 28 noviembre 2017, Martes de la XXXIV semana del Tiempo Ordinario, feria (o misa de Acción de gracias).

SOBRE LITURGIA

Carta del Papa al Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos, Cardenal Robert Sarah, Ciudad del Vaticano, 15 de octubre de 2017

A Sua Eminenza Reverendissima
Il Signor Card. Robert SARAH
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
Città del Vaticano
Eminenza,
ho ricevuto la sua lettera del 30 settembre u.s., con la quale Ella ha voluto benevolmente esprimermi la sua gratitudine per la pubblicazione del Motu Proprio Magnum Principium e trasmettermi una elaborata nota, “Commentaire”, sullo stesso finalizzata a una migliore comprensione del testo.
Nel ringraziarla sentitamente per l'impegno e il contributo, mi permetto di esprimere semplicemente, e spero chiaramente, alcune osservazioni sulla sopramenzionata nota che ritengo importanti soprattutto per l'applicazione e la giusta comprensione del Motu Proprio e per evitare qualsiasi equivoco.
Innanzitutto occorre evidenziare l'importanza della netta differenza che il nuovo MP stabilisce tra recognitio e confirmatio, ben sancita nei §§ 2 e 3 del can. 838, per abrogare la prassi, adottata dal Dicastero a seguito del Liturgiam authenticam (LA) e che il nuovo Motu Proprio ha voluto modificare. Non si può dire pertanto che recognitio e confirmatio sono “strettamente sinonimi (o) sono intercambiabili” oppure “sono intercambiabili a livello di responsabilità della Santa Sede”.
In realtà il nuovo can. 838, attraverso la distinzione tra recognitio e confirmatio, asserisce la diversa responsabilità della Sede Apostolica nell'esercizio di queste due azioni, nonché quella delle Conferenze Episcopali. Il Magnum Principium non sostiene più che le traduzioni devono essere conformi in tutti i punti alle norme del Liturgiam authenticam, così come veniva effettuato nel passato. Per questo i singoli numeri di LA vanno attentamente ri-compresi, inclusi i nn. 79-84, al fine di distinguere ciò che è chiesto dal codice per la traduzione e ciò che è richiesto per i legittimi adattamenti. Risulta quindi chiaro che alcuni numeri di LA sono stati abrogati o sono decaduti nei termini in cui sono stati ri-formulati dal nuovo canone del MP (ad es. il n. 76 e anche il n. 80).
Sulla responsabilità delle Conferenze Episcopali di tradurre “fideliter”, occorre precisare che il giudizio circa la fedeltà al latino e le eventuali correzioni necessarie, era compito del Dicastero, mentre ora la norma concede alle Conferenze Episcopali la facoltà di giudicare la bontà e la coerenza dell'uno e dell'altro termine nelle traduzioni dall'originale, se pure in dialogo con la Santa Sede. La confirmatio non suppone più dunque un esame dettagliato parola per parola, eccetto nei casi evidenti che possono essere fatti presenti ai Vescovi per una loro ulteriore riflessione. Ciò vale in particolare per le formule rilevanti, come per le Preghiere Eucaristiche e in particolare le formule sacramentali approvate dal Santo Padre. La confirmatio tiene inoltre conto dell'integrità del libro, ossia verifica che tutte le parti che compongono l’edizione tipica siano state tradotte [1].
Qui si può aggiungere che, alla luce del MP, il “fideliter” del § 3 del canone, implica una triplice fedeltà: al testo originale in primis; alla particolare lingua in cui viene tradotto e infine alla comprensibilità del testo da parte dei destinatari (cfr. Institutio Generalis Missalis Romani nn. 391- 392).
In questo senso la recognitio indica soltanto la verifica e la salvaguardia della conformità al diritto e alla comunione della Chiesa. Il processo di tradurre i testi liturgici rilevanti (ad es. formule sacramentali, il Credo, il Pater noster) in una lingua - dalla quale vengono considerati traduzioni autentiche -, non dovrebbe portare ad uno spirito di “imposizione” alle Conferenze Episcopali di una data traduzione fatta dal Dicastero, poiché ciò lederebbe il diritto dei Vescovi sancito nel canone e già prima dal SC 36 § 4. Del resto si tenga presente l'analogia con il can. 825 § 1 circa la versione della Sacra Scrittura che non necessita di confirmatio da parte della Sede Apostolica.
Risulta inesatto attribuire alla confirmatio la finalità della recognitio (ossia “verificare e salvaguardare la conformità al diritto”). Certo la confirmatio non è un atto meramente formale, ma necessario alla edizione del libro liturgico “tradotto”: viene concessa dopo che la versione è stata sottoposta alla Sede Apostolica per la ratifica dell’approvazione dei Vescovi, in spirito di dialogo e di aiuto a riflettere se e quando fosse necessario, rispettandone i diritti e i doveri, considerando la legalità del processo seguito e le sue modalità. [2]
Infine, Eminenza, ribadisco il mio fraterno ringraziamento per il suo impegno e constatando che la nota “Commentaire” è stata pubblicata su alcuni siti web, ed erroneamente attribuita alla sua persona, Le chiedo cortesemente di provvedere alla divulgazione di questa mia risposta sugli stessi siti nonché l'invio della stessa a tutte le Conferenze Episcopali, ai Membri e ai Consultori di codesto Dicastero.
E nel chiedere la sua preghiera per me le assicuro la mia per lei!
Fraternamente,
Francesco
***
[1] Magnum principium: "Fine delle traduzioni dei testi liturgici e dei testi biblici, per la liturgia della parola, è annunciare ai fedeli la parola di salvezza in obbedienza alla fede ed esprimere la preghiera della Chiesa al Signore. A tale scopo bisogna fedelmente comunicare ad un determinato popolo, tramite la sua propria lingua, ciò che la Chiesa ha inteso comunicare ad un altro per mezzo della lingua latina. Sebbene la fedeltà non sempre possa essere giudicata da parole singole ma debba esserlo nel contesto di tutto l'atto della comunicazione e secondo il proprio genere letterario, tuttavia alcuni termini peculiari vanno considerati anche nel contesto dell'integra fede cattolica, poiché ogni traduzione dei testi liturgici deve essere congruente con la sana dottrina" .
[2] Magnum principium: “Si deve senz'altro prestare attenzione all'utilità e al bene dei fedeli, né bisogna dimenticare il diritto e l'onere-delle Conferenze Episcopali che, insieme con le Conferenze Episcopali di regioni aventi la medesima lingua e con la Sede Apostolica, devono far sì e stabilire che, salvaguardata l'indole di ciascuna lingua, sia reso pienamente e fedelmente il senso del testo originale e che i libri liturgici tradotti, anche dopo gli adattamenti, sempre rifulgano per l'unità del Rito Romano”.

CALENDARIO

28 MARTES DE LA XXXIV SEMANA DEL T. ORDINARIO, feria

Misa
de feria (verde).
MISAL: cualquier formulario permitido (véase pág. 67, n. 5), Pf. común.
LECC.: vol. III-impar.
- Dan 2, 31-45. Dios suscitará un reino que nunca será destruido, y acabará con todos los reinos.
- Salmo: Dan 3, 57-61. R. ¡Ensalzadlo con himnos por los siglos!
- Lc 21, 5-11. No quedará piedra sobre piedra.

Liturgia de las Horas: oficio de feria.

Martirologio: elogs. del 29 de noviembre, pág. 695.
CALENDARIOS: Cádiz: Dedicación de la iglesia-catedral (F).
Franciscanos: San Jaime de la Marca, presbítero (MO).
Paúles e Hijas de la Caridad: Santa Catalina Labouré (MO).
Zamora: Beato Ángel Sastre Corporales (MO).
Hospitalarios de San Juan de Dios: Traslación de las reliquias de San Juan de Dios (ML).
Albacete: Beato Eduardo Bautista Jiménez (ML).
Pamplona y Tudela: San Honesto de Nimes, presbítero (ML).
Zaragoza: Aniversario de la ordenación episcopal de Mons. Elías Yanes Álvarez, arzobispo, emérito (1970).

TEXTOS MISA

Misa de la feria: de la XXXIV semana del T. Ordinario (o de cualquier domingo del T. Ordinario).

Misa de Acción de gracias:
PARA DAR GRACIAS A DIOS PRO GRATIIS DEO REDDENDIS.
Antífona de entrada Ef 5, 19-20
Cantad y tocad con toda el alma para el Señor. Dad siempre gracias a Dios Padre por todo, en nombre de nuestro Señor Jesucristo.
Antiphona ad introitum Eph 5, 19-20
Cantáte et psállite in córdibus vestris Dómino, grátias agéntes semper pro ómnibus in nómine Dómini nostri Iesu Christi Deo et Patri.
Se puede decir Gloria. Dícitur Gloria.
Oración colecta
Oh, Dios, Padre de todos los dones, de quien procede cuanto somos y tenemos, enséñanos a reconocer los beneficios de tu inmensa bondad y a amarte con sincero corazón y con todas nuestras fuerzas. Por nuestro Señor Jesucristo.
Collecta
Deus, Pater donórum ómnium, a quo descéndere confitémur quidquid habémus aut sumus, benefícia doce nos imménsae tuae pietátis agnóscere, ac te sincéro corde totáque nostra virtúte dilígere. Per Dóminum.

LITURGIA DE LA PALABRA
Lecturas del Martes de la XXXIV semana del Tiempo Ordinario, año impar (Lec. III-impar).

PRIMERA LECTURA Dan 2, 31-45
Dios suscitará un reino que nunca será destruido, y acabará con todos los reinos

Lectura de la profecía de Daniel.

En aquellos días, dijo Daniel a Nabucodonosor:
«Tú, oh rey, estabas mirando y apareció una gran estatua. Era una estatua enorme y su brillo extraordinario resplandecía ante ti, y su aspecto era terrible. Aquella estatua tenía la cabeza de oro fino, el pecho y los brazos de plata, el vientre y los muslos de bronce, las piernas de hierro, y los pies de hierro mezclado con barro.
Mientras estabas mirando, una piedra se desprendió sin intervención humana, chocó con los pies de hierro y barro de la estatua, y los hizo pedazos. Se hicieron pedazos a la vez el hierro y el barro, el bronce, la plata y el oro, triturados como tamo de una era en verano; el viento los arrebató y desaparecieron sin dejar rastro. Y la piedra que había deshecho la estatua creció hasta hacerse una montaña enorme que ocupaba toda la tierra».
«Este era el sueño; ahora explicaremos al rey su sentido:
Tú, ¡oh rey, rey de reyes!, a quien el Dios del cielo ha entregado el reino y el poder, y el dominio y la gloria, y a quien ha dado todos los territorios habitados por hombres, bestias del campo y aves del cielo, para que reines sobre todos ellos, tú eres la cabeza de oro.
Te sucederá otro reino menos poderoso; después, un tercer reino de bronce, que dominará a todo el orbe.
Vendrá después un cuarto reino, fuerte como el hierro; como el hierro destroza y machaca todo, así destrozará y triturará a todos.
Los pies y los dedos que viste, de hierro mezclado con barro de alfarero, representan un reino dividido, aunque conservará algo del vigor del hierro, porque viste hierro mezclado con arcilla. Los dedos de los pies, de hierro y barro, son un reino a la vez poderoso y débil. Como viste el hierro mezclado con la arcilla, así se mezclarán los linajes, pero no llegarán a fundirse uno con otro, lo mismo que no se puede fundir el hierro con el barro.
Durante ese reinado, el Dios del cielo suscitará un reino que nunca será destruido, ni su dominio pasará a otro pueblo, sino que destruirá y acabará con todos los demás reinos, y él durará por siempre.
En cuanto a la piedra que viste desprenderse del monte sin intervención humana, y que destrozó el hierro, el bronce, el barro, la plata y el oro, esto significa lo que el Dios poderoso ha revelado al rey acerca del tiempo futuro.
El sueño tiene sentido y la interpretación es cierta».

Palabra de Dios.
R. Te alabamos, Señor.

Salmo responsorial Dan 3, 57. 58. 59. 60. 61 (R.: 59b)
R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

V. Criaturas todas del Señor, bendecid al Señor. R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

V. Cielos, bendecid al Señor. R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

V. Ángeles del Señor, bendecid al Señor. R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

V. Aguas del espacio, bendecid al Señor. R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

V. Ejércitos del Señor, bendecid al Señor. R.
¡Ensalzadlo con himnos por los siglos! Laudáte et superexaltáte eum in sæcula.

Aleluya Ap 2, 10c
R. Aleluya, aleluya, aleluya.
V. Sé fiel hasta la muerte -dice el Señor-, y te daré la corona de la vida. R. Esto fidélis usque ad mortem, dicit Dóminus, et dabo tibi corónam vitæ.

EVANGELIO Lc 21, 5-11
No quedará piedra sobre piedra
Lectura del santo evangelio según san Lucas.
R. Gloria a ti, Señor.

En aquel tiempo, como algunos hablaban del templo, de lo bellamente adornado que estaba con piedra de calidad y exvotos, Jesús les dijo:
«Esto que contempláis, llegarán días en que no quedará piedra sobre piedra que no sea destruida».
Ellos le preguntaron:
«Maestro, ¿cuándo va a ser eso?, ¿y cuál será la señal de que todo eso está para suceder?».
Él dijo:
«Mirad que nadie os engañe. Porque muchos vendrán en mi nombre diciendo: “Yo soy”, o bien: “Está llegando el tiempo”; no vayáis tras ellos. Cuando oigáis noticias de guerras y de revoluciones, no tengáis pánico. Porque es necesario que eso ocurra primero, pero el fin no será enseguida».
Entonces les decía:
«Se alzará pueblo contra pueblo y reino contra reino, habrá grandes terremotos, y en diversos países, hambres y pestes. Habrá también fenómenos espantosos y grandes signos en el cielo
».

Palabra del Señor.
R. Gloria a ti, Señor Jesús.

Del Papa Francisco, Ángelus, 13-noviembre-2016
La historia de la Iglesia es rica de ejemplos de personas que han soportado tribulaciones y sufrimientos terribles con serenidad, porque tenían la conciencia de estar seguros en las manos de Dios. Él es un Padre fiel, es un Padre primoroso, que no abandona a sus hijos. ¡Dios no nos abandona nunca! Esta certeza debemos tenerla en el corazón: ¡Dios no nos abandona nunca! Permanecer firmes en el Señor, en la certeza de que Él no nos abandona, caminar en la esperanza, trabajar para construir un mundo mejor, no obstante las dificultades y los acontecimientos tristes que marcan la existencia personal y colectiva, es lo que cuenta de verdad; es lo que la comunidad cristiana está llamada a hacer para salir al encuentro del «día del Señor».


Oración de los fieles
Ferias del Tiempo Ordinario VII
295. Oremos al Señor, Dios de nuestros padres, para que nos escuche y tenga piedad de nosotros.
- Por la unidad y la libertad de la santa Iglesia católica y apostólica. Roguemos al Señor.
- Por la vida, el ministerio y la salud de nuestro Padre el papa N. y de nuestro obispo N., y por el pueblo y el clero que ama a Cristo. Roguemos al Señor.
- Por la paz y el progreso de las naciones. Roguemos al Señor.
- Por el perdón de nuestros pecados y la liberación de toda violencia, división y peligro. Roguemos al Señor.
- Por esta comunidad, congregada en el nombre de Jesucristo, y por cuantos no han podido venir a esta celebración. Roguemos al Señor.
Te pedimos, Dios de bondad, que escuches nuestras oraciones y derrames sobre nosotros la abundancia de tu misericordia. Por Jesucristo nuestro Señor.

Oración sobre las Ofrendas
Te ofrecemos, Señor, el sacrificio de alabanza para darte gracias por los beneficios recibidos, y te suplicamos que, lo que nos diste sin merecerlo, lo ofrezcamos a gloria de tu nombre. Por Jesucristo, nuestro Señor.
Super oblata
Pro collátis donis sacrifícium tibi, Dómine, laudis offérimus, supplíciter deprecántes, ut, quod imméritis contulísti, ad nóminis tui glóriam referámus. Per Christum.
PREFACIO COMÚN IV
Nuestra misma acción de gracias es un don de Dios
En verdad es justo y necesario, es nuestro deber y salvación darte gracias siempre y en todo lugar, Señor, Padre santo, Dios todopoderoso y eterno.
Pues aunque no necesitas nuestra alabanza, ni nuestras bendiciones te enriquecen, tú inspiras y haces tuya nuestra acción de gracias, para que nos sirva de salvación, por Cristo, Señor nuestro.
Por eso, unidos a los coros angélicos, te alabamos proclamando llenos de alegría:
Santo, Santo, Santo...
PRAEFATIO COMMUNIS IV
De laude, dono Dei
Vere dignum et iustum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus:
Quia, cum nostra laude non égeas, tuum tamen est donum quod tibi grates rependámus, nam te non augent nostra praecónia, sed nobis profíciunt ad salútem, per Christum Dóminum nostrum.
Et ídeo, choris angélicis sociáti, te laudámus in gáudio confiténtes:
Sanctus, Sanctus, Sanctus...
PLEGARIA EUCARÍSTICA III o D 2. PREX EUCHARÍSTICA III vel P. E. p. v. n. II.
Antífona de comunión Sal 137, 1
Te doy gracias, Señor, de todo corazón, porque escuchaste las palabras de mi boca.
O bien: Sal 115, 12-13
¿Cómo pagaré al Señor todo el bien que me ha hecho? Alzaré la copa de la salvación, invocando el nombre del Señor.
Antiphona ad communionem Ps 137, 1
Confitébor tibi, Dómine, in toto corde meo, quóniam audísti verba oris mei.
Vel: Ps 115, 12-13
Quid retríbuam Dómino pro ómnibus quae retríbuit mihi? Cálicem salutáris accípiam, et nomen Dómini invocábo.
Oración después de la Comunión
Oh, Dios, tú nos entregaste como alimento espiritual este sacramento salvador de tu Hijo que te hemos ofrecido en acción de gracias; confírmanos de tal manera con los dones de tu poder y de tu gozo, que te sirvamos devotamente y merezcamos conseguir nuevos beneficios. Por Jesucristo, nuestro Señor.
Post communionem
Deus, qui nobis in cibum spiritálem reddidísti Fílii tui sacraméntum salutáre, quod tibi in actiónem obtúlimus gratiárum, da nobis ita virtútis et gáudii munéribus confirmári, ut tibi servíre devótius et nova benefícia cónsequi mereámur. Per Christum.

MARTIROLOGIO

Elogios del día 29 de noviembre

1. En Roma, en el cementerio de Trasón, en la vía Salaria Nueva, san Saturnino de Cartago, mártir, quien, según refiere el papa san Dámaso, bajo el emperador Decio, por confesar a Cristo, en su misma patria fue atormentado en el potro y, expatriado a Roma, después de superar otros atroces tormentos, convirtió a la fe al tirano Graciano y alcanzó, decapitado, la corona del martirio (257).
2. En Toulouse, de la Galia Narbonense, conmemoración de san Saturnino, obispo y mártir que, según la tradición, en tiempo del mismo Decio fue detenido por los paganos en el Capitolio de esta ciudad y arrastrando por las escaleras desde lo alto del edificio, hasta que, destrozados la cabeza y el cuerpo, entregó su alma a Cristo (c. 250).
3. En Ancira, de Galacia, san Filomeno, mártir, que en la persecución bajo el emperador Aureliano, y siendo prefecto Félix, después de arrojarlo al fuego le acribillaron manos, pies y cabeza con clavos y así consumó su martirio, según se refiere (s. III).
4. En Todi, de la Umbría, santa Iluminada, virgen (320).
5. En Sarug de Batnan, de Osrhoene, en Mesopotamia, san Jacobo, obispo, que ilustró con su fe purísima a esta Iglesia por medio de sus sermones, homilías y traducciones, y es reconocido por los sirios como doctor y columna de la Iglesia, junto con san Efrem, (521).
6*. En Daventer, de Frisia, traslación de san Radbodo, obispo de Utrech, pastor docto y prudente, que murió visitando a los campesinos (918).
7*. En York, en Inglaterra, beato Eduardo Burden, presbítero y mártir, que, habiendo estudiado en el Colegio de los Ingleses en Reims, ya ordenado presbítero, por regresar a los dominios de la reina Isabel I, fue condenado al patíbulo ante una turba enfurecida (1588).
8*. Allí mismo, ocho años más tarde, beatos Jorge Errington, Guillermo Gigson y Guillermo Knight, mártires y sacerdotes, que, vigilados como proscritos por el mero hecho de ser presbíteros, fueron martirizados cruelmente (1596).
9*. En la isla de Sumatra llamada Aceh, beatos mártires Dionisio de la Natividad (Pedro) Berthelot, presbítero, y Redento de la Cruz (Tomás) Rodríguez, religiosos de la Orden de los Carmelitas Descalzos, a quienes los mahometanos sometieron a esclavitud y, finalmente, llevaron a la orilla del mar para acabar asaetándolos y decapitándolos (1638).
10. En Luceria, de la Apulia, san Francisco Antonio Fasani, presbítero de la Orden de los Hermanos Menores Conventuales, varón de exquisita doctrina, sumamente fundamentado en la escuela de la predicación y de la penitencia, el cual sirvió hasta tal punto a los pobres y necesitados, que nunca dudó en despojarse incluso de sus vestidos para cubrir al mendigo, ofreciendo a todo el mundo ayuda cristiana (1742).
11*. En el lugar llamado El Saler, cerca de Valencia, en España, beato Alfredo Simón Colomina, presbítero, de la Compañía de Jesús y mártir, quien, en la persecución contra la Iglesia, confirmó con su sangre su fidelidad al Señor (1936).